Un co-terapeuta speciale: il Cavallo

Mentre il precedente articolo si proponeva di mostrare una panoramica generale in merito agli Interventi Assistiti con gli Animali (I.A.A.), illustrando nel modo più semplice possibile le caratteristiche ed i destinatari di questa tipologia di ausili, questo ha lo scopo di approfondire nello specifico le caratteristiche e le potenzialità derivanti dall’impiego del Cavallo in campo riabilitativo.

Ad oggi l’utilizzo del cavallo come co-terapeuta è scientificamente riconosciuto in virtù delle molteplici applicazioni a differenti contesti, volte al miglioramento del benessere psichico o fisico (o entrambi) dell’individuo.

Oltre alla comprovata efficacia della riabilitazione equestre per quanto attiene il rafforzamento ed il miglioramento delle funzionalità motorie nei soggetti con disabilità, il cavallo si presta in maniera eccellente anche in materia di terapia a carattere psicologico.

Essendo un animale sociale dalla spiccata intelligenza emotiva, la quale lo porta ad avere un atteggiamento docile ma tutt’altro che passivo, la sua sensibilità e capacità di adattamento lo rendono un partner perfetto per le persone che presentano difficoltà a carattere psicologico. Caldo, morbido e capace di ingenerare ammirazione e rispetto anche solo grazie alla propria mole, il cavallo è in grado di relazionarsi con l’utente garantendo sicurezza emotiva.

La forza dell’intervento infatti risulta insita proprio nella capacità dell’animale di entrare in relazione con l’altro, attivando un canale emozionale attraverso il quale è possibile lavorare, grazie alla mediazione degli operatori, sulle criticità, partendo dai punti di forza, oltre a stimolare e sviluppare nuove capacità.

L’interazione con l’animale infatti porta l’utente ad interfacciarsi con un interlocutore privo di pregiudizio, ma al contempo capace di farsi rispettare agendo in maniera risoluta.

Le potenzialità

Le potenzialità degli I.A.A. sono molteplici in tutti i loro ambiti applicativi, poiché ogni specie animale impiegata presenta caratteristiche ed attitudini differenti. Il cavallo è tuttavia in grado di fornire un apporto estremamente specifico al processo educativo, terapeutico e, in generale, allo sviluppo delle capacità relazionali, nonché motorie.

L’utilizzo del cavallo come partner relazionale all’interno di un contesto mediato da professionisti consente infatti di porsi molteplici obiettivi realistici e concreti inerenti la sfera cognitiva ed emotiva. Tra questi possiamo annoverare in primis lo sviluppo delle cosiddette “life skills”.

Definite ufficialmente dall’O.M.S. nel 1994, queste abilità o competenze, se adeguatamente padroneggiate, consentono all’individuo di fronteggiare efficacemente le sfide della vita di tutti i giorni. Tra di esse rientrano la capacità decisionale e di risoluzione dei problemi (problem solving), la capacità di comunicare in maniera efficace aumentando il livello di autoconsapevolezza ed empatia, nonché la capacità di gestire le emozioni e lo stress.

Oltre alle life skills l’interazione con il cavallo porta a sviluppare molteplici competenze in ambito relazionale, quali:

  • Riconoscere e gestire i confini all’interno della relazione: il rispetto degli spazi personali, delle antipatie e preferenze, nonché delle reciproche abitudini, risultano di estrema importanza per relazionarsi con il cavallo;
  • Riconoscere i propri bisogni attraverso quelli dell’altro: azioni quali la pulizia (grooming) e l’assicurarsi che il proprio compagno non abbia sete, ad esempio, costituiscono oneri atti a sviluppare il senso di responsabilità dell’utente;
  • Aumentare l’autoefficacia percepita ed accrescere l’autostima: saper gestire il peso delle responsabilità derivanti dal prendersi cura di un altro essere vivente aiuta l’utente a sviluppare sicurezza e fiducia in sé stesso;
  • Stimolare le abilità espressive e linguistiche: la costante mediazione della comunicazione con l’animale da parte degli operatori stimola nell’utente l’apprendimento e l’utilizzo di nuovi vocaboli (spesso tecnici), oltre a migliorare le capacità di esprimere verbalmente le proprie emozioni;
  • Costruire una sequenzialità procedurale adeguata e traslabile ad altri contesti: ogni incontro si divide in determinate fasi, quali la pulizia, la bardatura (a volte per comodità definita “vestizione”) ed il lavoro con l’animale. Durante ognuna di esse è possibile sviluppare specifiche competenze relazionali e motorie che risultano traslabili a contesti differenti da quello dell’intervento.

Ulteriore aspetto importante in relazione alle potenzialità degli interventi con il cavallo, come accennato in precedenza, risulta essere la sua grande efficacia nel trattamento delle problematiche a carattere motorio. L’animale presenta infatti la possibilità di lavorare a tre differenti andature, ognuna delle quali in grado di impegnare specifici gruppi muscolari del cavaliere. Inoltre, il fatto che le andature del cavallo siano simmetriche permette di sviluppare in maniera armoniosa la muscolatura, nonché abilità quali il mantenimento dell’equilibrio, la coordinazione motoria e la propriocezione.

Infine, ma non per questo meno importante, uno degli aspetti che rende la terapia assistita con il cavallo tanto preziosa è il suo essere necessariamente decontestualizzata dall’ambiente ospedaliero o medicalizzato in generale. Ciò aiuta specialmente i soggetti più giovani, poiché consente loro di non sentirsi “in cura”. L’ambiente di maneggio, inoltre, presenta una serie di regole precise, sia in termini di sicurezza che di gestione degli spazi, entrambe importanti poiché in grado di far sentire l’utente come parte di qualcosa di più grande.

Published On: Marzo 14, 2021Categories: Interventi Assistiti con Animali
Gli Interventi Assistiti con gli Animali